Cascia
1. La Città
Cascia è un
comune di 3.245 abitanti della provincia di Perugia. Fa
parte della Comunità Montana Valnerina.
Nel territorio comunale di Cascia
sorgeva Carsula, centro abitato romano distrutto nel I secolo a.C. a causa delle
devastazioni dei popoli barbarici e dei terremoti che da sempre sconvolgono la
cittadina e le zone limitrofe. In età medievale fu saccheggiata dai Bizantini e
dai Longobardi.
Costituitasi in comune nel XII secolo, fu
sottomessa dalla famiglia Trinci e successivamente da Federico
II.
Come grande parte delle città umbre, è durante il Medio Evo che Cascia
conosce il periodo di massimo splendore. Dapprima sotto la dominazione delle
signoria folignate, passò in seguito sotto il dominio di federico II di Svevia,
a seguire fu contesa, senza successo, dalle vicine città di Norcia, Leonessa e Spoleto.
Solo alle soglie del 1500,
si arrese allo Stato Pontificio sotto il cui dominio rimase per meno di trenta
anni, da allora mantenne sempre la propria indipendenza. Restò legata allo Stato
della Chiesa (tranne durante il breve periodo napoleonico) fino al 1860, anno in
cui tornò, con tutta l'Umbria, all'Italia.
Nel parlare di Cascia
non si può non citare Santa Rita; la suora, beatificata nel
1900, visse tra il 1381 e il 1457.
Oggi la Santa, conosciuta come
dispensatrice di grazie, è venerata in tutto il mondo e moltissima gente si reca
ogni anno in pellegrinaggio durante le celebrazioni ritiane al Santuario a lei
consacrato. Da vedere nella cittadina sono soprattutto i gioielli di
architettura medievale: la chiesa gotica di San Francesco, che colpisce per la bellezza
del rosone e del suo portone ogivale, la chiesa di S. Antonio Abate, originaria
del 1400 ma ristrutturata e modificata in epoca barocca che all'interno presenta
un ciclo di tele sulla storia del Santo.
La collegiata di Santa
Maria è uno degli edifici più vecchi di tutta la città, esso risale ad
epoca longobarda, anche se, a causa dei danni riportati nei terremoti che hanno
caratterizzato la storia geologica di queste terre, è stato notevolmente
modificato.
Al suo interno possono essere ammirate notevoli opere d'arte come
il Crocifisso ligneo del 1400. È di epoca gotica anche la chiesa di S. Agostino,
al cui interno si trovano stupendi esempi di affreschi di scuola umbra e
perugina. Di notevole interesse storico e religioso sono la basilica e il
monastero di Santa Rita, veri e propri
centri religiosi di fama mondiale. Infine, Palazzo Carli, con il suo interno, è
forse l'esempio più rappresentativo dell'architettura civile della
città.
Il territorio di Cascia presenta il più alto livello di
sismicità in Umbria insieme a quello di Norcia. Nel corso della storia
la cittadina è stata vittima di alcuni terremoti particolarmente
distruttivi.
Oltre al già menzionato evento catastrofico del I secolo a.C.
ricordiamo quelli dell'autunno-inverno del 1300, del novembre del 1599 e del
gennaio 1703. Quest'ultimo, particolarmente cruento, causò la morte di oltre 700
persone.
2. Roccaporena
Roccaporena è una frazione del comune di Cascia.Il paese si trova ad una altezza di 707 m, all'estremità di una piccola gola, a circa 6 km da Cascia. Secondo i dati del censimento Istat 2001, risulta abitato da 73 residenti.
Il paese esiste sin dal Medioevo, quando, nel 1381 vi nacque
Santa Rita da Cascia. Nel 1939
venne fondata l'Opera di Santa Rita, per promuovere il
culto della Santa, curare e far conoscere i suoi ricordi a Roccaporena, fare
opere di carità sul suo esempio istituendo un Orfanotrofio.Il tradizionale isolamento dei luoghi venne interrotto nel 1950, quando venne inaugurata la strada (l'unica) che collega Roccaporena a Cascia.
Il turismo rappresenta la risorsa principale di sostentamento; un paio di comodi alberghi assicurano una ricettività più che sufficiente, sia per i pellegrini sia per i semplici turisti che vogliono visitare le bellezze naturali e geologiche locali (sentieri segnalati permettono escursioni tra prati e boschi, nei quali vivono il lupo dell’Appennino e l’aquila reale).
Da non trascurare che il particolare microclima della gola di Roccaporena attira anche parecchie società di calcio dei campionati nazionali ed esteri (Fiorentina, Cagliari, Messina, Chelsea, Salernitana), che giungono ivi per brevi periodi di ritiro pre-agonistico: anche per questo è stato costruito un attrezzato centro sportivo ed un centro congressi.
3. Santa Rita da Cascia
Santa Rita da Cascia fu una monaca agostiniana nella regione di Cascia, nella diocesi di Spoleto. Al secolo Margherita Lotti, la Chiesa cattolica la venera come santa (Roccaporena, 1371 - Cascia, 22 maggio 1447).La prima parte della vita di Santa Rita è piuttosto oscura, esistono fonti scritte piuttosto tarde, come la ricostruzione agiografica fatta da Agostino Cavallucci nel 1610.
Comunque la maggior parte delle biografie composte sui pochi dati certi concordano nel fatto che sia nata a Roccaporena, presso Cascia, e che il suo nome sia diminutivo di Margherita. Studi incrociati e molteplici ricerche confermano come anno di morte il 1447. Figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri.
Entrambi i genitori sono descritti come persone molto religiose e "pacieri di Cristo" nelle lotte politiche e familiari tra guelfi e ghibellini. Essi le insegnarono a leggere e a scrivere.
Le agiografie la descrivono come una ragazza mite che assecondava i desideri dei genitori. Come era usanza del tempo, i matrimoni spesso venivano programmati già in giovanissima età, soprattutto quando l'età dei genitori cominciava ad essere elevata.
Rita,
all'età di sedici anni, andò sposa a Paolo Mancini (detto anche Paolo
di Ferdinando), ufficiale comandante la guarnigione di Collegiacone, descritto
come uomo dal carattere molto orgoglioso, autoritario e discendente da una
diramazione della nobile famiglia Mancini.Ebbero due gemelli: Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Rita si dedicò instancabilmente alla sua famiglia creando le premesse per la conversione di suo marito. Proprio quando l'unione matrimoniale sembrava andare bene, Paolo Mancini fu ucciso, probabilmente per rancori passati, in piena notte mentre rincasava.
Credente fino in fondo, perdona gli assassini di suo marito ma si angoscia quando capisce che i suoi figli prendono la strada della vendetta. Si affida allora alla preghiera, auspicando addirittura la loro morte fisica piuttosto che vederli responsabili di atti di violenza e quindi alla morte dell'anima.
Poco tempo dopo i due ragazzi si ammalano contemporaneamente e muoiono.
Per tre volte chiede inutilmente di entrare presso il monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia.
Il suo stato vedovile e forse anche le implicazioni dell'omicidio del marito potrebbero averle ostacolato l'ingresso in monastero. Qui però si inserisce la leggenda devozionale che narra come in piena notte Rita sia stata portata in volo entro le mura del monastero da San Nicola da Tolentino e Sant'Agostino.
Fatto è che dal 1407, dopo aver pacificato gli animi e riconciliato la famiglia di suo marito e quella dell'assassino, per quaranta anni Rita visse in monastero, dedicandosi alla preghiera.
Molti sono i segni soprannaturali che i credenti attribuiscono a Rita da Cascia: la sera del venerdì santo avrebbe ricevuto una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte.
La madre badessa rifiutò, in seguito a tale evento, la richiesta della Santa di partire per Roma con le altre suore. Però, il giorno prima di partire, la tradizione vuole che le stigmate sparirono e cosi Rita poté partire.
La spina fu portata da Santa Rita per i suoi ultimi quindici anni. Il giorno del battesimo sarebbero apparse api bianche sulla sua culla, api nere al suo letto di morte, una rosa rossa fiorita in inverno vicino a casa sua e due fichi sull'albero del suo giardino. Prima di morire mandò sua cugina a prenderli.
Alla sua morte, nel 1447, il suo corpo venne collocato in una cassa di pioppo chiamata codex miraculorum, eseguita da Cecco Barbari; soltanto nel 1462 viene realizzata la cassa solenne.
La venerazione di Rita da Cascia da parte dei fedeli iniziò subito dopo la sua morte e fu caratterizzata dal numero e dalla qualità di eventi prodigiosi riferiti alla sua intercessione, tanto che divenne "la Santa degli impossibili".
La sua beatificazione è del 1627, 170 anni dopo la sua morte, durante il pontificato di Urbano VIII Barberini, già vescovo di Spoleto.
Leone XIII, nel 1900, la canonizza come santa. I credenti suoi devoti la chiamano "Santa degli impossibili", perché dal giorno della sua morte sarebbe "scesa" al fianco dei più bisognosi, realizzando per loro miracoli molto prodigiosi, detti "impossibili".
Il culto per Santa Rita da Cascia è senza dubbio uno dei più diffusi al mondo, raccogliendo fedeli in ogni angolo della terra.
Il corpo di Santa Rita è custodito all'interno di una teca in vetro, in un ambiente del convento annesso alla basilica: da essa si può osservare, attraverso un'ampia grata, che il corpo stesso risulta essere mummificato.
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